Dal Giappone con amore!

MMaroundtheworld

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Casa dolce casa?

Sabato 12 Ottobre, alle ore 12, siamo entrati in Piazza Pontida a Bergamo. C’erano ad aspettarci i nostri parenti e amici più cari.

La fine di un sogno, di un progetto, di un viaggio. Il giro del mondo. Noi non lo abbiamo fatto in 80 giorni come Fogg e Passepartout nel romanzo di Jules Verne, ce lo siamo goduto, vissuto, assaporato, fino in fondo.

Per gli appassionati di statistiche, abbiamo guidato 88.000 Km, attraversato 21 nazioni, scalato 76.000 di dislivello, raggiunto 24 vette di cui 1 sopra i 6.000 metri, 5 sopra i 5.000 metri, e 4 sopra i 4.000 metri.

E’ difficile trovare le parole per descrivere quello che abbiamo provato e visto. Tutti ci chiedono, insistono, noi ci sforziamo per farle uscire, ma stentiamo. Le sensazioni sono talmente profonde e soggettive che a qualcuno potrebbero sembrare oscure o banali.

Noi consigliamo a tutti di sognare, di partire, di esplorare gli angoli più remoti del nostro pianeta, in modo da assaporare le proprie personali emozioni.

Lungo il percorso abbiamo incontrato persone con il nostro stesso desiderio di conoscere, ma bloccate dal tarlo della programmazione. Non pianificate. Seguite il vostro istinto, il desiderio di stare nella natura, e partite.

Se non avete la possibilità di farlo fisicamente, partite ugualmente.

Come dice il mio caro amico Klaus, il vero viaggiatore è colui il quale esplora con i sogni, a occhi aperti.

Buon viaggio!

La nostra famiglia Giapponese (Claudio, Yuko, Nico, Dani, Akiko, Miwako e Tito) ci ha regalato questi braccialetti che ci hanno protetto nel lungo viaggio di rientro a casa dal Giappone. Ora sono appesi alle chiavi di Frida per ricordarci i nostri sogni!!!

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Made in Italy!

Finalmente, siamo entrati in Italia.

Dopo 15 mesi e 90,000 km in giro per il mondo siamo ritornati nel paese delle contraddizioni. Abbiamo sognato questo momento.

In realtà, la prima impressione è stata un po’ diversa da quello che ci aspettavamo!

Nei primi 20 km abbiamo rischiato due incidenti d’auto e 10 persone ci hanno bellamente inviato “affanculo” … allora abbiamo aumentato un po’ la nostra velocità di crociera e le cose sono migliorate ;-D

Purtroppo abbiamo trovato un sacco di brutte sorprese, a cominciare dal prezzo del gasolio (il più alto del mondo), per passare poi alle persone che chiedono soldi per la strada e per finire con una generale sensazione di insicurezza.

MA, MA, MA per fortuna c’è qualcosa che compensa tutto questo: IL CIBO!

Stiamo lottando con pizza, cassate, babá, pastiere, struffoli, cannoli, mozzarelle, caci cavallo, sfogliatelle, taralli!! Una vera maratona!!

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Sentimentali

Ieri sera è stata la nostra ultima notte tra le colline di un paese straniero, circondati da cicale e cani randagi e con un cielo pieno di stelle. Stasera prenderemo il traghetto dalla Grecia verso l’Italia. Onestamente, quando stavamo guidando attraverso l’oriente russo infestato da zanzare e con ancora 10 mila chilometri da percorrere, sognavamo di arrivare in Italia e mangiarci una bella pizza! Ora siamo un po’ più sentimentali ….. E’ molto difficile terminare un viaggio come quello che abbiamo appena fatto. In realtà, non avrà mai fine ….

Frida on the road in Giappone  – foto by Nico.Frida on the road


Turchia

La Turchia è come un tour-de-force di dolci e pasticcini! Abbiamo già mangiato 2 kg di baklava! Ora siamo di fronte al blu del Mediterraneo – con un buon binocolo si potrebbe quasi vedere l’Italia! Senza il binocolo, siamo obbligati a concentrarci sul dolce locale chiamato “lok”, tortino di mandorle affogato nel miele …. sarà il nostro ultimo grande sforzo! Poi arriveremo a casa!

Marco e Herr Baklava Supreme in Anatolia…            DSC02091_small


Georgia

Siamo nella piccola e bella Georgia! Abbiamo già assaggiato quasi tutte le specialità della cucina georgiana e girato la maggior parte del paese, visitato chiese e antichi monasteri abbarbicati su splendide colline, abbiamo bevuto il famoso vino dolce georgiano, apprezzato da Stalin! Abbiamo visitato i piccoli villaggi della regione di Svaneti, selvaggi e remoti.

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Linguaggio Universale!

Come possono comunicare due persone che non parlano la stessa lingua?

Come si può viaggiare in tutto il mondo, in paesi in cui poche persone parlano una lingua che conosciamo?

Ci sono diversi modi per risolvere il problema, nella foto qui sotto un esempio.

Conversazione tra Marco e un Georgiano che parlava solo la sua lingua madre!

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Altri geroglifici…

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Grazie Sergey

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Clicca qui per vedere l’album fotografico

Ieri abbiamo scalato il monte Elbrus, 5.642 metri, magnifico vulcano nella regione del Caucaso, in Russia.

E’ stato un momento particolare dato che l’Elbrus è stata l’ultima montagna in programma nel nostro Tour Mondiale.

Sergey ci ha accompagnato su ogni cima.

Il ricordo della sua solita frase “ogni vetta è possibile” ci ha aiutato nel nostro progetto e ci ha motivato in ogni momento difficile.

GRAZIE SERGEY!!

In vetta, in pochi secondi, insieme a Sergey, abbiamo rivissuto nella nostra mente tutte le vette conquistate negli ultimi 15 mesi:

  • 76.000 metri di dislivello scalati
  • 24 vette in 11 paesi diversi
  • 1 vetta sopra i 6.000 metri
  • 5 vette sopra i 5.000 metri
  • 4 vette sopra i 4.000 metri
  • 4 vette sopra i 3.000 metri

Ora siamo pronti per le prossime sfide alpinistiche!


Paradiso Russo

Finalmente abbiamo trovato il posto più bello dell’intera Russia! Nelle montagne del Caucaso, ai piedi del monte Elbrus, la vetta più alta d’Europa, 5.642 m. Elbrus è un bellissimo doppio stratovulcano, con le sue due cime tutte coperte di neve e ghiaccio. Ora stiamo viaggiando un po’ in giro per le valli a nord e nord-est di Elbrus per acclimatarci prima della nostra salita in programma alla fine di agosto.

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Davai, davai!

Dai Monti Urali abbiamo guidando verso sud attraverso Perm (compresa una visita al campo GULAG Perm-36), Tatarstan,  Kazan con il suo mix di moschee e chiese, Ulyanovsk dove nacque Lenin e Volgograd palcoscenico della battaglia di Stalingrado che ha avuto luogo durante la seconda guerra mondiale. Ora siamo nel verde, ai piedi delle montagne del Caucaso. In un paio di settimane speriamo di essere sulla cima del Monte Elbrus, la vetta più alta d’Europa. Ma prima, RABOTAET! Dobbiamo rimetterci in forma dopo tanta guida e poca montagna!

Davai davai!!!                                                IMG_3017_small